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Un massaggio rilassante

Lory aveva imparato quell'arte frequentando il centro estetico della madre. Aveva imparato guardando fin da piccola come posizionare le mani sul corpo, seguire la giusta direzione. Ci scherzava anche dicendo «il cuore è realmente importante». Non che ne avessi bisogno di massaggi, più che altro mi piaceva sentirla addosso, sentire le sue mani darmi piacere. Come la prima volta.... Eravamo appena rientrate da una corsetta al parco - nostra meta abituale per osservare e immaginare sotto le calzamaglie aderentissime i cazzi dei podisti – che la Lory propose una doccia per stemperare la visione di quei sessi che ballonzolavano durante la corsa. Quello era diventato il nostro sport preferito da quando, con l'avvento dei boxer e dei sundek diventavano magre visioni dei ragazzi che incominciavano a nascondere le proprie virtù piuttosto che mostrarle. La doccia di Lory è enorme, ci stiamo agevolmente entrambe. Il primo getto è gelido, sparato prima su un seno e poi sull'altro. Bastarda la Lory, me li ha già fatti diventare duri i capezzoli. Lascio cadere un po' di doccia schiuma sulla spugna impregnandola dell'aroma di muschio bianco. Lascia faccio io, disse impossessandosi della spugna, cosi da una parte il getto della pistola sulla mia pelle, dall'altra la spugna che mi accarezzava. La lasciai fare, fino a far scorrere la spugna nel mio sesso e affondarla tra le mie labbra che si schiudevano. Mi arresi alla sua penetrante voglia, spalle alla parete rivestita di piastrelle decorate che stampavano i loro disegni sulla mia schiena. La porosa spugna ora accarezzava i miei seni, lasciando schiumare quel bianco aroma di muschio bianco, che strizzava su di essi quando risaliva sfregando sui capezzoli. Uscite dalla doccia ancora fumanti e profumate ci arrotoliamo in due abbondanti asciugamani in spugna morbidissima. - Ti va di farmi da cavia? Esclamò con quel fare interrogativo e coinvolgente. - Certo Ciccina ( a volte la chiamavo così) Così mi propose di improvvisare un massaggio nella saletta privata di casa sua, in quella stanza c'era un lettino professionale, con tanto di rullo porta carta, poggia testa ecc.. Guardò fra i vari prodotti e dopo avermi fatto distendere sul lettino e liberato il mio corpo dall'infernale asciugamani che mi stava stritolando, lasciò gocciolare sulla mia pelle quell'olio profumato. Le sue mani sui miei glutei sgusciavano come saponette. Tutto potevo dire ma mai che non avesse un tocco delicato. La voglia di noi due non si era ancora spenta e dopo qualche passaggio incominciò ad allargare i glutei solleticando il desiderio di avere la sua dita dentro di me. Mi invase penetrandomi con il suo indice e il suo medio della mano destra. Mi lasciai andare contraendo il mio ventre al suo addentrarsi sempre più in fondo fino a sentire le nocche sbattere sul mio sesso. La contrazione del mio ventre le regalò il mio orgasmo. Si impossessò nuovamente della bottiglietta dell'olio e si cosparse il corpo ungendosi tutta, dopo di ché si adagiò sulla mia schiena. I suoi capezzoli dritti disegnavano ghirigori di piacere. Mi sussurrava il cuore è realmente importante, me lo ricorderò sempre quella frase mentre le sue mani si dirigevano proprio lì. Finimmo per cadere dal lettino un po' volutamente e un po' perché entrambe non potevamo stare in quello spazio. Sul pavimento gli asciugamani accoglievano la nostra danza, gambe tra le gambe, mentre spingevamo i nostri rispettivi pubi a baciarsi. Boccioli dischiusi che si cercavano. Sbattendo in quell'ansante cercarsi godemmo. Lei, la Lory era così travolgente e sgusciante quel giorno. Mi disse, un po' scherzando e un po' sul serioso - ci sono massaggi che non farei a nessuno se non a te, questo, mi aiutata a rilassarmi e a non pensare a quante cose perdiamo, il cuore è realmente importante.
Memorie di una ninfomane (donna)

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Commenti dei lettori
Il giorno 23.05.2014, vogliosa (donna) ha scritto
Si dice che più' siamo e più' ci divertiamo c'è' posto anche per me - lo faremmo in tre.


Il giorno 23.05.2014, vogliosa (donna) ha scritto
Si dice che più' siamo e più' ci divertiamo c'è' posto anche per me - lo faremmo in tre.



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