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Io schiava: il dono
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Verso le undici di mattina il campanello squillò. Andai ad aprire e quattro fighe stupende entrarono in casa,Tre erano in minigonna. La quarta portava una tunica che la copriva dal collo fino ai piedi. Dopo i convenevoli si spogliarono: tre erano trans, la quarta una bella ragazza con un collare al collo.. Stupende e come la mia padrona dotatissime di tette, ma soprattutto di cazzo: una di loro poi sembrava avesse una proboscide, non meno di trentacinque centimetri. Rimasi a bocca aperta < Ecco amiche care la mia schiava. Vedo che tu hai portato la tua. E’ tutta vostra > Per prima cosa vollero che la loro schiava pisciasse nella mia bocca e che io contraccambiassi: ma la cosa che mi chiesero fu di pisciarle a piccole dosi, diciamo così, nella bocca della schiava affinché, ne era golosa, potesse berla tutta Fui ben felice di questa scelta. Così regolai la mia pisciata. Poi pretesero che ci asciugassimo la figa con la lingua. Era la prima volta che una donna me la leccava: piacevolissimo. Poi le trans mi usarono come loro pisciatoio personale e così chi in culo, chi in bocca mi donarono la loro pioggia dorata. Sul momento nessuna di queste mi degnò di uno sguardo, quindi con l’altra schiava andammo i cucina a preparare il pranzo. Durante il pasto che venne servito da me e dall’altra schiava, dovetti tenere un doppio cazzo nella mia figa e nel mio culo, come la mia compagna. cazzi che era anche vibratori, oltre a queste delle pinze che ci stringevano i capezzoli. Una frusta ogni tanto ci colpiva, ed io godevo come una pazza. Il cibo ci fu versato in una ciotola, tutto mescolato insieme: pasta, carne pesce, naturalmente condito dagli sputi di tutte e quattro le trans e dovemmo mangiarlo solo aiutandoci con la bocca. Alla fine fummo legate a una corda che pendeva dal soffitto, con i piedi che toccavano appena terra e frustate da tutte le parti. Mi avevano messo un bavaglio, con relativa pallina sulla bocca, bendata e con le orecchie piene di cera. Mugolavo e godevo, anche se il male era immenso. Venivo colpita sul seno, sulla pancia, sulla figa. Poi tutto finì. Rimasi non so quanto tempo in quella posizione. Poi fummo liberate ma per essere appesa a delle carrucole che scendevano dal soffitto della stanza. A gambe divaricate. Mi dondolavano e così incontrai il primo cazzo nella mia figa: uscivo e entravo su quel cazzo poi sentii ì la mia prima sborrata, poi la seconda. La terza la quarta e poi …… Il cazzo enorme di quella che avevo definito come una proboscide si appoggiò sulla mia figa, durante il primo dondolio. Così per diverse volte. Poi mi sentii prendere per il fianchi, il dondolio era cessato. IL cazzo enorme era con la punta dentro la mia figa. Una spinta tremenda mi fece entrare tutto quel cazzo dentro. Mugolai. Urlai cercavo, inutilmente di divincolarmi. Con forza, quasi con ferocia quel cazzo enorme entrava e usciva, entrava e usciva. Poi una sborrata immensa mi riempi tutta. Piangevo per il dolore , ma anche per il piacere. A quel punto fui liberata. Mi tolsero tutto. Ai miei piedi vidi la sborra che era colata dalla mia figa e anche del sangue < Pulisci tutto con la lingua lurida troia, - disse la padrona alla sua schiava Rita ( così si chiamava ) > Ancora una volta la lingua di Rita percorse le mie cosce e la mia figa: avrei voluto che durasse per sempre. Ero tutta un dolore, ma stavo bene. . Nel frattempo le trans si erano ritirate nel salotto. Le sentivo ridere, parlare di me come fossi stata brava. Dopo aver pulito tutto per bene, entrai in salotto, in ginocchio e le ringraziai. < Ti sei comportata veramente bene ma ora dovrai subire un’altra prova > Così disse la mia padrona > Grazie per tutto quello che mi avete fatto. Sono sempre a vostra disposizione > Dopo queste parole tornai nella stanza delle torture. Riflettevo ero caduta così in basso, oppure per me erano stati momenti sublimi. Optai per questa seconda opzione sapendo che non sarei più tornata indietro. < Voi due incominciate a fare all’amore, e cercate di eccitarci per bene. > Ci sdraiammo sul letto. Per me era la prima volta che andavo con una donna, ma non certo l’altra schiava. Mi sdraiò sul letto e cominciò a leccarmi la figa. Una sensazione incredibile. Poi lo scambio fu reciproco leccavo ed ero leccata: mi morse i capezzoli, con rabbia, ed io ricambiai. Venivamo in continuazione. Lei prese un cazzo e me lo infilò in culo e con questo cominciò a scoparmi. Nel frattempo le trans ci colpivano con delle fruste aumentando il dolore ma anche il piacere. Ero esausta, ma felice. Dopo questo mi fecero sdraiare sul letto e con l’altra a 69 sopra. Una delle trans si mise a scopare a pecorina la schiava, mentre io di sotto leccavo la figa a Rita e il cazzo che vedevo entrare e uscire. Le sborrò dentro la figa e io dovetti bere la sborra che Rita mi versò in bocca . La situazione si presentò uguale anche per le altre trans,L’unica che non fece nulla fu proboscide. < E ora la parte finale. Venite qui entrambe luride cesso, donne di merda > Così ci apostrofò Eva. Fummo entrambe infilate nella gogna. Le gambe divaricate. Ci lasciarono così ritirandosi o in un’altra stanza.. Quando rientrarono ci frustarono sulle natiche , mentre una di loro cominciò a colarci della cera sulla schiena. Il tutto sembrava non finire mai: cera e frustate. poi a turno fui inculata da tutte. Ma per primo la trans proboscide. Ridendo mi appoggiò il cazzo al culo Spinse senza alcun ritegno. Mi sentii lacerare, i colpi seguivano i colpi. Tutto durò un tempo immenso, poi alla fine la sborrata liberatoria, seguita da una pisciata incredibile. < Scusatemi amiche se mi sono lasciata andare, ma troverete un varco abbastanza ampio per i vostri cazzi > Così ridendo ognuna di esse mi prese, inculandomi a sangue, sborrando e pisciando. Ma non era finita, non so dire se purtroppo o fortunatamente. Liberata dalla gogna mi fecero sdraiare sul letto in posizione ginecologica.. Una delle trans si infili dei guanti da chirurgo e piano piano infilò le quattro dita della mano destra nella figa , mentre col pollice mi spingeva sul clitoride. Mugolavo dal piacere, mi sembrava di impazzire. Poi , con l’altra mano, prima un dito poi due poi tutti e cinque penetrò nel mio culo affondandoci anche tutto il pugno. Ero presa da queste due mani che si muovevano dentro al culo e alla figa. Non so quanto durò, so solo che urlavo, mugolavo godevo. Dopo questo le nostre padrone si concessero una lunga pausa. Rimasta sola con Rita, ci scambiammo le nostre esperienze. Era la prima volta che parlavo con qualcuna. Entrambe eravamo volontarie e felici, ma sentivamo che ci mancava qualcosa. Ad un certo punto lei si accosto a me ed io, istintivamente , la bacia. Il bacio fu corrisposto un vero bacio pieno d’amore. Stavamo per parlare quando fui chiamata dalla mia padrona < Vieni troietta. Ecco l’ultimo regalo > Sul letto c’era sdraiato proboscide, mi fecero penetrare il suo cazzo nella figa. Io lo scopavo piano, quando mi sentii afferrare da dietro e un secondo cazzo mi penetrò nel culo. Ma non era finita un terzo me lo infilò in bocca. I miei buchi ora erano pieni. Era la prima volta che mi trovavo in una situazione simile. Una vera goduria. Ma nessuno sborrò. Mi misero in ginocchio a bocca aperta e tutte e quattro mi sborrarono in bocca, una dopo l’altra, ordinandomi di non inghiottirla. Quando la mia bocca fu completamente pina me la fecero bere. Il sapore della sborra era buonissimo. Poi chiamarono Rita che si mise a leccare quella schizzata sul petto e sulla faccia. La prendeva con la lingua e mi baciava. .Tutto finì. Le invitate lasciarono la casa ringraziando Eva. Io ero sempre sdraiata sul letto. < Bravissima, vieni qui. Ora pulisci tutto e per stasera potrai dormire con Rita, te la lasciano per un giorno> Poi dopo avermi fatto aprire la bocca , mi sputò dentro, < Mettiti questo lo hanno lasciato le mie amiche. Ora sei veramente la mia schiava > Mi mise un collare e si ritirò nella sua stanza. Un sorriso si stampò sulla mia faccia. Presi Rita per mano e baciandoci ci dirigemmo verso un letto. Ero felice.
dario (uomo)
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